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Il design dedicato al vino

agosto 6, 2019

IL DESIGN DEDICATO AL VINO

Il vino è entrato in cucina. Questo fatto, fino a poco tempo fa scontato e circoscritto all’area gastronomica, ora sta assumendo le caratteristiche di un fenomeno culturale.

Il nuovo rito della degustazione casalinga

Un gesto che si compiva una volta ogni tanto, acquistare e stappare una bottiglia di vino importate, oggi sta diventando un piacere da riscoprire nella dimensione quotidiana. In molti stanno scoprendo il nuovo rito della degustazione casalinga e la cucina si sta già attrezzando per questo: il moltiplicarsi della strumentistica dedicata agli appassionati di vino (calici per ogni tipologia, decanter, termometri, apribottiglie professionali, ecc.) lo dimostra. Ma c’è altro.

Cucine come bar

Si ricercano e si comprano più spesso bottiglie che non andranno consumate entro breve, ma che rimarranno in casa fino all’occasione giusta, conservate in nuovi spazi.

L’arredo cucina si sta trasformando in questo senso: alcuni nuovi modelli prevedono già aree specifiche per l’esposizione delle bottiglie, e non solo per favorire una corretta conservazione.

Insieme alla cristalleria e agli accessori legati a questa passione, proprio le bottiglie stanno entrando a far parte della scenografia della cucina, soprattutto per il forte senso di accoglienza ed ospitalità che suggeriscono. Cantinette, cellette refrigeranti, espositori, stanno rubando spazio (e funzioni) alle vetrinette che in salotto custodivano tempo fa al massimo qualche superalcolico.

Le cantine “firmate”

Generata probabilmente da questo nuovo desiderio di diffondere la cultura del vino, una certa rivoluzione estetica sta interessando da qualche anno anche le cantine delle aziende vitivinicole.

Le più moderne non sono solo luoghi ottimizzati per la preservazione delle bottiglie, ma anche architetture affascinanti, in grado di comunicare passione e suscitare emozione nel visitatore. Si tratta di costruzioni particolari, che suggeriscono anche un forte legame con il territorio che le circonda e che ospita i vitigni.

Fra le cantine più note e forse fra le prime concepite con questo spirito c’è la celebre Dominus Winery di Château Petrus, costruita in Napa Valley (California) dagli architetti Herzog & de Meuron. Il clima della zona è favorevole alla crescita delle vigne, ma pericoloso per la conservazione del vino. Da qui l’invenzione delle speciali gabbie modulari, contenenti massi di pietra locale, capaci di isolare la struttura dagli sbalzi di temperatura e regolare l’immisione di luce e aria negli ambienti interni. L’aspetto esteriore è monolitico e geometrico, di forte impatto visivo.

Un esempio tutto italiano e decisamente audace è il progetto realizzato da Mario Botta per l’azienda Petra, situata in piena Maremma.

L’edificio si presenta come un cilindro di pietra sezionato, con un piano inclinato in linea con la pendenza della collina. Due braccia laterali si allargano ai lati della struttura, quasi a voler accogliere chi entra. Non a caso: il luogo è stato voluto come un posto di accoglienza, con un’immagine capace di comunicare l’impegno di chi produce vino con amore e passione.

Gli accessori delle foto 1 e 2 fanno parte della nuova linea “Uno Vino” di Tescoma.

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