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Il libretto di istruzioni, questo sconosciuto

ottobre 19, 2019

IL LIBRETTO DI ISTRUZIONI, QUESTO SCONOSCIUTO

Non sono certamente molti gli utenti finali che consultano il libretto d’istruzioni di un elettrodomestico, eppure questo è senz’altro uno strumento utilissimo, capace di prevenire malfunzionamenti e di risolvere problemi banali che non necessitino dell’intervento di un tecnico.

C’è da dire, a discapito di tutti noi consumatori, che le difficoltà di una tale lettura non sono poche. Spesso fra le mani ci siamo infatti ritrovati manuali fin troppo tecnici dal lessico ostico, che hanno fatto spazientire anche i più volenterosi.

Ma ora le cose sono senz’altro differenti, ed alla volontà degli stessi produttori di adottare un registro comunicativo più vicino agli utenti si aggiunge il lavoro delll’UNI, il principale ente normativo italiano che ha codificato una precisa metodologia per i produttori affinchè si arrivi ad una compilazione razionale del libretto di istruzione.

Questa norma ha un nome, UNI 10893, ed un titolo, “Documentazione tecnica del prodotto – Istruzioni per l’uso – Articolazione e ordine espositivo del contenuto”. Un primo pregio consiste nel distinguere le fasi di redazione del manuale di istruzioni, nel fornire precise indicazioni sulla suddivisione in capitoli del manuale, e nell’elencare alcuni requisiti di base.

Definito un contenuto (presentazione del prodotto; funzionamento; uso e manutenzione), ogni libretto conforme a tale norma dovrebbe quindi avere le seguenti fasi di redazione: identificazione del prodotto (l’oggetto del manuale); definizione della destinazione del prodotto (a chi è rivolto); identificazione delle normative obbligatorie e volontarie; identificazione degli accordi contrattuali; definizione del contenuto; definizione dei principi di comunicazione; esposizione e terminologia); definizione del supporto editoriale (cartaceo o informatico cd rom).

Invece, come requisiti essenziali: il testo deve essere chiaro, conciso e basato su frasi dirette e semplici; la terminologia deve evitare per quanto possibile termini dialettali ed aziendali attenendosi al linguaggio corrente; le proposizioni devono prevedere frasi principali brevi evitando costruzioni complesse; le lingue di destinazione devono essere distinte l’una dall’altra; i dati numerici devono essere presentati con unità di misura coerenti; le illustrazioni e i colori devono essere favoriti perchè facilitano la comprensione; tabelle, indice, glossario, legende, simboli e segni grafici.

Un altro segnale di chiarezza arriva dalla volontà di creare e concordare definizioni adottabili da vari produttori, la più celebre delle quali è senz’altro quella identificatrice delle classi di consumo energetico. Ma non è la sola, e piuttosto recenti sono delle nuove disposizioni che riguardano proprio le informazioni rivolte agli utenti. Sempre più diffusa è ad esempio la p-certificate, adottata da molti produttori e che uniforma il modo di descrivere alcune delle caratteristiche più comuni, come peso, dimensioni, classe energetica, consumi ecc…

Ora non abbiamo più scuse!

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